Italiani e dentista: cosa dicono le statistiche e perché dovremmo fare di più.

04.06.2026

Quando si parla di andare dal dentista, ognuno ha la sua filosofia: c'è chi fissa l'appuntamento di controllo sul calendario con un anno di anticipo e chi, invece, aspetta quel fatidico dolorino per decidersi a chiamare lo studio.

Ma come si comportano, in media, gli italiani? Le ultime indagini statistiche sul rapporto tra i cittadini e la salute orale scattano una fotografia in chiaroscuro. Ci sono ottimi segnali sul fronte della prevenzione, ma c'è ancora molta strada da fare per superare vecchie abitudini e paure.

Ecco i numeri più interessanti che raccontano il nostro rapporto con la poltrona del dentista.

1. Quanti italiani vanno davvero dal dentista?

I dati delle ultime ricerche (come l'indagine Key-Stone) rivelano che circa il 60% degli italiani si è recato dal dentista nell'ultimo anno. Questo significa, purtroppo, che:

• Il 40% della popolazione non va dal dentista da oltre un anno o, in alcuni casi, non ci va mai se non in condizioni di estrema emergenza.

• C'è ancora una forte tendenza a rimandare: tra chi dichiara di avere un problema o di aver bisogno di cure, una persona su tre ammette di preferire l'attesa prima di prenotare un appuntamento.

2. La prevenzione è il trattamento più diffuso (e meno male!).

C'è una splendida notizia che mostra un cambio di mentalità nelle nuove generazioni. Se un tempo dal dentista ci si andava quasi solo per "togliere un dente", oggi le cose sono cambiate:

• L'igiene orale professionale (la pulizia dei denti) è in assoluto il trattamento più richiesto, seguito dalle visite di controllo. Più del 70% di chi va dal dentista lo fa per prevenzione.

• Al secondo posto troviamo le cure ricostruttive (come le otturazioni) e, molto più staccate, le estrazioni, che sono in netto calo rispetto al passato. Questo dimostra che curarsi in tempo permette di salvare i propri denti naturali!

3. Chi è più attento alla salute della bocca?

Le statistiche mostrano differenze curiose a seconda dell'età della popolazione:

• I giovani e gli adulti (tra i 20 e i 59 anni) sono i più virtuosi: in questa fascia d'età, circa il 70% si sottopone a controlli regolari.

• Gli over 70, invece, tendono ad andare molto meno dal dentista (la percentuale scende sotto il 40%). Spesso le generazioni più anziane sottovalutano l'importanza di monitorare le gengive o lo stato delle protesi, pensando che "ormai" ci sia poco da fare. Al contrario, la salute orale a questa età è fondamentale per la salute generale.

4. Il fattore economico e il "fai da te".

Inutile nasconderlo: la spesa economica è la motivazione principale per cui molti italiani rimandano le cure. Tuttavia, i dati dimostrano anche un paradosso:

• Spendiamo molto per l'estetica "fai da te" (prodotti sbiancanti commerciali, dentifrici miracolosi da supermercato), ma tendiamo a risparmiare sulla salute strutturale della bocca.

• Molti pazienti non considerano che rimandare una cura costa molto di più che prevenirla. Un'igiene periodica o una piccola otturazione richiedono un investimento minimo; curare una parodontite grave o fare un impianto per un dente perso richiede un impegno economico decisamente più importante.

Le statistiche ci dicono che la prevenzione sta diventando un'abitudine per molti, ma che c'è ancora una grossa fetta di persone che vede il dentista come l'ultima spiaggia. Il nostro obiettivo è far calare quel 40% di persone che aspettano il dolore: la bocca merita la stessa attenzione che dedichiamo al resto del corpo.

Tu in quale statistica ti ritrovi? Se fai parte di chi sta rimandando da un po', interrompi il trend: fai un regalo alla tua salute e prenota il tuo prossimo controllo di routine!


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